PROGETTI STRATEGICI |
VALORIZZAZIONE DEL LEGNO |
| di Francesco Cannata |
pg. 2/3 |
Prodotti agricoli e forestali: nuovo fattore di successo economico ed ambientale
| Pianta di Eucalyptus grandis |
![]() |
Struttura organizzativa del Progetto
Il PS, oltre agli obiettivi precedentemente delineati, ha studiato l'intera filiera della eucalitticoltura in Calabria, con particolare enfasi alla fascia ionica dov'è principalmente diffuso l'Eucalyptus occidentalis che, ad una buona capacità di adattamento ad ambienti pedoclimatici sfavorevoli, contrappone una mediocre-scadente qualità del legno e quindi i risultati della ricerca sono realizzati partendo da materiale "critico".
I temi di ricerca affrontati, nel triennio, hanno
riguardato la valutazione dei parametri ecologici, la produzione
quali-quantitativa della biomassa forestale, le tecniche di taglio ed esbosco,
lo sviluppo di nuovi materiali strutturali e compositi nonché una valutazione
sotto il profilo economico-colturale.
Telerilevamento e meccanizzazione
Attraverso il perfezionamento e la definizione di una opportuna metodologia, utilizzando i dati da satellite (Landsat IM) con riscontri a terra, è stata realizzata una carta tematica, 1:25.000 di scala, della fascia ionica con la rappresentazione dalla copertura del suolo. Nelle aree campione attraverso l'integrazione del procedimento automatico di clustering della base spettrale, dai rilievi a terra, e con le informazioni ricavate dal "DTM", si sono ottenute le 10 classi di uso del suolo (Eucalipto 1, Eucalipto 2, bosco conifere, aree agricole 1, aree agricole 2, oliveto, bosco latifoglie, acqua, terreno nudo, aree urbane).
|
Esempio di pannello in legno-plastica per interni di auto prodotto per iniezione |
![]() |
Inoltre, sempre attraverso opportune tecniche di elaborazione e integrazione dei dati satellitari, è stata realizzata una cartografia digitale del terreno (DTM) con griglia di 30 metri di lato.
Per studiare più rispondenti sistemi di taglio ed esbosco, sotto il profilo della sostenibilità ambientale e produttiva, sono state attivate quattro aree di raggio di circa 0,5 ettari, ciascuna su un soprassuolo di 20 anni con Eucalyptus occidentalis, in ciascuna delle quali è stato sperimentato ed analizzato un diverso metodo di esbosco.
Dei quattro metodi, il più conveniente per rapidità di lavorazione e costi per tonnellata raccolta è risultato il sistema che prevede l'esbosco delle chiome intere: si evita così di lasciare al suolo del materiale vegetale che, una volta secco, è causa di frequenti incendi con forti danni ai ricacci, al suolo e alla fauna, in particolare alla mammalofauna ed entomofauna, noché pericolo per le comunità rurali e costo sociale.
Attraverso la verifica e l'acquisizione di serie storiche di parametri bioclimatici (temperature, piovosità, evapotraspirazione, efficienza d'uso idrico), pedologici e litologici (matrici, caratteristiche fisico chimiche dei suoli) sono stati definiti i dati ecologici relativi alla caratterizzazione della stazione colturale.
L'analisi di tali dati ha confermato la rilevante funzione protettiva, da processi erosivi, con soprassuoli di E. occidentalis rispetto alle aree non forestate. Ciò consolida le aspettative sorte coi primi rilievi avviati nel 1978 in alcuni bacini sperimentali e conferma che l'E. occidentalis è idoneo a preservare da processi di pre-desertificazione le aree argillose con tipico clima mediterraneo.
Proprietà tecnologiche e nuovi impieghi industriali dell'Eucalyptus
Nella filosofia del PS queste ricerche rappresentano un tema di particolare interesse scientifico ed applicativo per valorizzare con opportuni processi e tecnologie il legno e le fibre di Eucalyptus, in particolare l'E. occidentalis che, rispetto ad altre specie di miglior qualità, ha caratteristiche merceologiche e tecnologiche "critiche".
Le ricerche hanno affrontato tre filoni interdipendenti:
Per la produzione di compositi, i problemi da superare hanno riguardato l'estrazione e la pulizia delle fibre, la dimensione delle medesime, in particolare la lunghezza, l'unidirezionalità nell'orientamento ed, in ultimo, l'impiego di specifici agglomeranti per ottenere manufatti resistenti e duraturi. Ulteriori difficoltà di estrazione e purificazione sono derivate dalla presenza di grandi quantità di incrostazioni sulle fibre di eucalipto dipendenti da vari fattori quali, età, specie, clima, essiccazione, ecc. Tuttavia la ricerca ha permesso di superare le difficoltà attraverso metodi di estrazione delle fibre cellulosiche con procedimento chimico alcalino e/o con processo fisico in corrente di vapore (steam explosion) ad alta temperatura e pressione. Le fibre cellulosiche estratte, di lunghezza fra 1-2 mm e 15 mm, opportunamente rinforzate sempre con fibre legnose di eucalipto, sono state miscelate con matrici termoplastiche e termoindurenti (es. polipropilene, poliesteri biodegradabili) per ottenere materiali compositi con elevate prestazioni di durabilità e costi industriali, stimati competitivi. Con tali compositi, sono stati realizzati e brevettati manufatti per esterno (sedie), pannelli per autovetture, componenti per l'edilizia (es. tegole), contenitori ecc., il cui pregio è la biodegradabilità (anche se parziale), la leggerezza, la durabilità e una certa "visibilità" delle fibre e, quindi, una migliore accettabilità da parte del consumatore.